Viaggiare parlando la lingua: 15 frasi in inglese che cambiano tutto
Noi italiani siamo campioni del linguaggio dei gesti: all'estero, con un sorriso e due mani, ce la caviamo quasi sempre. Ma viaggiare parlando la lingua, anche solo un po', è un'altra cosa. Non serve essere bilingui: bastano poche frasi in inglese scelte bene per trasformare un viaggio. Ecco cosa cambia, qualche situazione concreta e le frasi da mettere in valigia.
Perché parlare un po' la lingua cambia il viaggio
Le persone ti rispondono in un altro modo
Un semplice Good morning detto con naturalezza, invece di un «Scusi... ehm... excuse?», cambia il tono della conversazione. Le persone vedono lo sforzo e di solito lo ricambiano: parlano più piano, ti aiutano, ti danno consigli.
Esci dai percorsi turistici
Quando riesci a chiedere «Voi dove andate a mangiare?», trovi il localino che le guide non citano. E capisci la risposta.
Gestisci gli imprevisti
Un volo cancellato, un autobus che non passa, una camera diversa da quella prenotata. È in questi momenti che qualche frase vale oro.
Ti senti meno straniero
Capire un annuncio, leggere un cartello, cogliere una battuta: la città diventa meno misteriosa e te la godi di più.
Situazioni concrete in cui l'inglese ti salva
L'inglese serve nel Regno Unito, in Irlanda o negli Stati Uniti, ma anche come lingua comune in mezzo mondo: ad Amsterdam, a Copenaghen, a Lisbona, in un ostello in Thailandia.
- In aeroporto: capire che il tuo gate è cambiato.
- In albergo: chiedere un asciugamano in più o segnalare che il riscaldamento non funziona.
- Al ristorante: chiedere com'è cucinato un piatto, segnalare un'allergia.
- Per strada: chiedere indicazioni e capire la risposta.
- In farmacia: spiegare un mal di testa o una puntura di zanzara.
- Sui mezzi: comprare il biglietto giusto e sapere dove scendere.
15 frasi in inglese indispensabili in viaggio
Le basi
- Hello! / Hi! – Buongiorno! / Ciao!
- Thank you very much. – Grazie mille.
- Excuse me... – Mi scusi... (per attirare l'attenzione)
- Sorry, I don't understand. – Mi scusi, non capisco.
- Could you speak more slowly, please? – Può parlare più lentamente, per favore?
Spostarsi
- Where is the nearest underground station? – Dov'è la fermata della metro più vicina?
- How do I get to the city centre? – Come arrivo in centro?
- A single ticket to Oxford, please. – Un biglietto di sola andata per Oxford, per favore.
Mangiare e fare acquisti
- A table for four, please. – Un tavolo per quattro, per favore.
- I'm allergic to shellfish. – Sono allergico ai crostacei.
- Could we have the bill, please? – Il conto, per favore.
- How much is it? – Quanto costa?
Dormire e cavarsela
- I have a booking under the name Rossi. – Ho una prenotazione a nome Rossi.
- Is there a pharmacy near here? – C'è una farmacia qui vicino?
- Could you help me, please? – Mi può aiutare, per favore?
Per il bar e il ristorante, la nostra guida per ordinare al bar in inglese ti dice anche cosa ti risponderanno.
Gli errori tipici degli italiani in viaggio
- Tradurre parola per parola. «Posso avere il conto?» non è Can I have the count?: si dice the bill (o the check negli Stati Uniti).
- Chiedere un caffè e aspettarsi un espresso. Un coffee è spesso un caffè lungo all'americana: se vuoi il nostro, chiedi an espresso.
- Dimenticare please. In inglese torna di continuo; senza, una richiesta può suonare brusca.
- Cadere nei falsi amici. Camera è una macchina fotografica, non una stanza, e la library è una biblioteca, mentre la libreria è un bookshop. La nostra lista di falsi amici tra inglese e italiano ti aiuta.
- Aver paura dell'accento. Nessuno si aspetta una pronuncia perfetta. Conta farsi capire.
Come prepararsi prima di partire
Non servono mesi di studio. Bastano poche settimane per sentirsi più sicuri:
- Impara le frasi qui sopra ripetendole ad alta voce.
- Immagina le situazioni: come chiederesti la strada, come ordineresti.
- Ascolta inglese parlato a velocità normale, per abituare l'orecchio.
- Esercitati un po' ogni giorno, invece di ripassare tutto la sera prima della partenza.
Parlumi propone lezioni brevi con ascolti a velocità normale o lenta, comode da fare in treno o in aereo. Ma l'allenamento migliore resta sul posto: buttati dal primo caffè. Il thank you più impacciato vale più di un silenzio imbarazzato.