Italiano
Scarica
Perché imparare le lingue

Imparare una lingua e il cervello: cosa cambia davvero

Si legge spesso che imparare una lingua rende più intelligenti, protegge dall'Alzheimer o «allena il cervello come una palestra». La realtà è più interessante, e più sfumata. Cosa succede davvero nel cervello quando impari una lingua straniera? Ecco cosa suggerisce oggi la ricerca, con le cautele del caso.

Cosa succede nel cervello quando impari una lingua?

Imparare una lingua non è una sola abilità, è un insieme: memorizzare parole, riconoscere suoni nuovi, applicare regole, capire in tempo reale, costruire frasi. Il cervello mette quindi al lavoro diverse reti insieme: quelle della memoria, dell'udito, del movimento (per articolare i suoni) e del controllo dell'attenzione.

Gli studi di neuroimmagine mostrano che l'apprendimento di una lingua si accompagna a cambiamenti misurabili in alcune aree legate al linguaggio e alla memoria. Sono osservazioni affascinanti, ma bisogna essere prudenti: un cambiamento visibile in un'immagine non dice da solo cosa porti nella vita quotidiana.

L'attenzione: imparare a filtrare

Quando parli due lingue, entrambe restano un po' «accese» nello stesso momento. Per dire window senza che ti scappi «finestra», il cervello deve scegliere e mettere da parte l'altra. Molti ricercatori pensano che questo esercizio continuo alleni il controllo dell'attenzione: concentrarsi sull'essenziale e ignorare le distrazioni.

I risultati, però, non vanno tutti nella stessa direzione. Alcuni studi trovano un vantaggio nei bilingui, altri no, e il dibattito scientifico è ancora aperto. Quello che si può dire senza esagerare: ascoltare una lingua straniera richiede un'attenzione costante, ed è un buon esercizio di per sé.

La memoria: parole che restano

Studiare vocaboli significa far lavorare la memoria in modo molto concreto. E la ricerca sulla memoria offre qualche indicazione utile:

  • Il ripasso distanziato funziona meglio delle maratone prima dell'esame: rivedere una parola più volte, a intervalli crescenti, aiuta a ricordarla a lungo.
  • Il richiamo attivo è più efficace della rilettura: provare a ricordare una parola, anche sbagliando, la fissa meglio che rileggerla.
  • Il contesto aiuta: una parola imparata in una frase, in una storia o in una situazione si ricorda più facilmente di una parola isolata.

Ecco perché brevi sessioni regolari danno buoni risultati, come spieghiamo nell'articolo su come imparare una lingua in 5 minuti al giorno.

Passare da un compito all'altro

Chi usa più lingue cambia spesso «modalità»: italiano in famiglia, inglese al lavoro, spagnolo con un amico. Alcuni studi associano questa abitudine a una maggiore flessibilità mentale, cioè la capacità di passare rapidamente da un compito o da una regola all'altra.

Anche qui gli effetti sembrano dipendere da molti fattori: l'età, quanto spesso si usano le lingue, il livello raggiunto. Un principiante che fa una lezione al giorno non vive la stessa esperienza di chi alterna due lingue tutto il giorno.

La riserva cognitiva: una protezione con l'età?

È il tema che fa più notizia. La riserva cognitiva è l'idea che un cervello molto stimolato nel corso della vita (studio, lavoro impegnativo, attività varie, lingue) resista meglio agli effetti dell'invecchiamento.

Diversi studi associano il bilinguismo a una comparsa più tardiva dei sintomi di demenza. Ma attenzione:

  • Questi studi mostrano un'associazione, non la prova che sia la lingua a causare l'effetto.
  • Contano anche altri fattori, come il livello di istruzione, la vita sociale e l'attività fisica.
  • Imparare una lingua non cura nulla e non rende immuni da nulla.

Quello che si può dire ragionevolmente: imparare una lingua è una delle attività stimolanti, come la musica, la lettura o i giochi di logica, che in genere si consigliano per mantenere il cervello attivo.

E se comincio da adulto?

Buone notizie: il cervello resta capace di imparare per tutta la vita. Gli adulti hanno anzi alcuni vantaggi che i bambini non hanno, come la capacità di capire una regola grammaticale al volo o di organizzarsi. L'accento sarà forse meno perfetto, ma capire e comunicare sono obiettivi del tutto raggiungibili. Per fissare traguardi realistici, può esserti utile il nostro articolo sui livelli del Quadro comune europeo.

Come far lavorare davvero il cervello

  • Alterna gli esercizi: ascoltare, leggere, scrivere, parlare. Ognuno mette in gioco capacità diverse.
  • Sforzati di ricordare le parole invece di rileggerle.
  • Parla ad alta voce, anche da solo: articolare aiuta a memorizzare.
  • Ripassa con regolarità quello che hai imparato, invece di andare sempre avanti.
  • Dormi bene: il sonno ha un ruolo noto nel consolidamento della memoria.

Parlumi si basa su questi principi, con esercizi vari e un ripasso intelligente che ti fa rivedere le parole al momento giusto. Ma la cosa più importante resta il piacere: un cervello curioso impara meglio, e una lingua è una fonte inesauribile di curiosità.

← Vedi tutti gli articoli