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Livelli

Livelli A1, A2, B1, B2, C1 e C2: cosa sai fare in ognuno

«Che livello d'inglese hai?» È una domanda che compare nei colloqui di lavoro, nei bandi Erasmus, nei moduli d'iscrizione all'università. E quasi sempre la risposta attesa è una sigla: A2, B1, B2, C1. Ma cosa vogliono dire, in pratica, queste lettere?

Si tratta dei livelli del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER, in inglese CEFR), uno standard creato dal Consiglio d'Europa per descrivere la competenza in qualsiasi lingua, allo stesso modo in tutta Europa. Vediamoli uno per uno, con esempi concreti.

Come funziona la scala

I livelli sono sei, raggruppati in tre fasce:

FasciaLivelliIn breve
A – BaseA1, A2Te la cavi nelle situazioni quotidiane più semplici
B – AutonomoB1, B2Ti muovi da solo nella lingua, anche in situazioni impreviste
C – PadronanzaC1, C2Usi la lingua con facilità e precisione, anche in contesti complessi

Il Quadro descrive cosa sai fare con la lingua (capire, parlare, leggere, scrivere, interagire), non quante regole di grammatica conosci. Per questo le descrizioni ufficiali sono formulate come «è in grado di…».

A1: i primi passi

Al livello A1 riesci a:

  • presentarti e dire da dove vieni, quanti anni hai, che lavoro fai;
  • capire e usare espressioni molto semplici e frequenti;
  • fare domande elementari («Dov'è la stazione?», «Quanto costa?»);
  • compilare un modulo con i tuoi dati.

Il tuo interlocutore deve parlare lentamente e con chiarezza, e magari aiutarti. Ma riesci già a comunicare.

A2: la sopravvivenza quotidiana

Con un A2:

  • descrivi in modo semplice la tua famiglia, la tua casa, la tua routine;
  • fai acquisti, ordini al ristorante, chiedi indicazioni;
  • capisci frasi e messaggi brevi su argomenti familiari;
  • scrivi un breve messaggio o una cartolina.

È il livello in cui un viaggio smette di essere un'avventura a gesti.

B1: la soglia dell'autonomia

Il B1 è spesso considerato il livello «minimo utile» per studiare o lavorare in una lingua. Con un B1:

  • capisci i punti principali di un discorso chiaro su temi familiari (lavoro, scuola, tempo libero);
  • te la cavi nella maggior parte delle situazioni che si presentano in viaggio;
  • racconti un'esperienza, un sogno, un progetto, e motivi brevemente le tue opinioni;
  • scrivi testi semplici e coerenti, come un'email informale.

Fai ancora errori e a volte cerchi le parole, ma la conversazione va avanti.

B2: la scioltezza

Il B2 è il livello che molte aziende e università chiedono. Con un B2:

  • capisci le idee principali di testi complessi, anche tecnici nel tuo campo;
  • interagisci con una certa scioltezza con i madrelingua, senza sforzo eccessivo per nessuno dei due;
  • esprimi la tua opinione su un tema d'attualità, con pro e contro;
  • segui un film o una serie senza sottotitoli, anche se non tutto.

C1: la padronanza

Al livello C1:

  • capisci testi lunghi e impegnativi e cogli anche i significati impliciti;
  • ti esprimi in modo spontaneo e fluido, senza dover cercare le parole;
  • usi la lingua in modo flessibile per scopi sociali, accademici e professionali;
  • scrivi testi chiari e ben strutturati su argomenti complessi.

È il livello che ti permette di lavorare davvero nella lingua, anche in ruoli dove la comunicazione è centrale.

C2: quasi come un madrelingua

Il C2 è il livello più alto. Significa capire praticamente tutto ciò che si ascolta o si legge, riassumere informazioni da fonti diverse ed esprimersi con grande precisione, cogliendo le sfumature più sottili. Attenzione però: C2 non significa «essere madrelingua». Si può avere un C2 e conservare un accento straniero, per esempio.

Quanto tempo serve per ogni livello?

È la domanda da un milione di euro, e la risposta onesta è: dipende. Dipende dalla lingua che studi e da quanto è vicina all'italiano, da quanto tempo dedichi ogni giorno, da quanto ascolti e parli fuori dallo studio, dalle lingue che conosci già.

Come riferimento molto orientativo, Cambridge English indica per l'inglese questi tempi cumulativi di studio guidato (ore con un insegnante o un corso strutturato, a cui si aggiunge lo studio personale):

LivelloOre orientative (cumulative)
A2circa 180–200
B1circa 350–400
B2circa 500–600
C1circa 700–800
C2circa 1.000–1.200

Per un italiano, lingue come lo spagnolo o il portoghese possono richiedere meno tempo nelle prime fasi, grazie al vocabolario in comune. Il tedesco o lo svedese, invece, all'inizio chiedono più pazienza.

Due considerazioni importanti:

  • I livelli non salgono in modo lineare. Passare da A1 ad A2 è rapido; passare da B2 a C1 richiede molto di più, perché devi affinare dettagli e sfumature.
  • La costanza conta più dell'intensità. Un po' ogni giorno funziona meglio di una maratona del sabato ogni tanto.

Come scoprire il tuo livello

  • Autovalutazione: il Consiglio d'Europa ha preparato delle griglie descrittive («sono in grado di…») che ti aiutano a collocarti.
  • Test di livello online: utili per un'idea rapida, anche se non hanno valore ufficiale.
  • Certificazioni: per l'inglese le più note sono quelle di Cambridge, IELTS e Trinity; per lo spagnolo il DELE; per il francese DELF e DALF; per il tedesco quelle del Goethe-Institut. Sono queste che contano davanti a un'università o a un datore di lavoro.

Parlumi organizza ogni corso dal livello A1 al C2, con un test iniziale per capire da dove partire e un esame alla fine di ogni livello: un buon modo per misurare i progressi, anche se non sostituisce una certificazione ufficiale.

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