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Livelli

Livello B1 di inglese: cosa devi saper fare e quanto ci vuole

Il B1 di inglese è uno dei traguardi più richiesti in Italia: lo chiedono molti corsi di laurea, alcuni concorsi pubblici, i programmi di scambio e tante offerte di lavoro. Spesso però non è chiaro cosa voglia dire in concreto. Basta saper ordinare al ristorante? Serve conoscere tutti i tempi verbali? Facciamo chiarezza.

Cos'è il B1, in parole semplici

Nel Quadro comune europeo (QCER), il B1 è il primo dei livelli «autonomi». Il nome inglese ufficiale è Threshold, cioè «soglia»: è il momento in cui smetti di sopravvivere nella lingua e cominci a usarla davvero.

Con un B1 non parli perfettamente e fai ancora errori, ma riesci a comunicare in modo indipendente nelle situazioni di tutti i giorni, anche quando qualcosa va storto.

Cosa devi saper fare

Ascoltare

  • Capire i punti principali di una conversazione chiara su argomenti familiari: lavoro, scuola, tempo libero, viaggi.
  • Seguire le informazioni essenziali di un notiziario o di un video, se l'argomento ti interessa e la pronuncia è chiara.

Leggere

  • Capire testi su temi quotidiani o legati al tuo lavoro: email, annunci, articoli semplici.
  • Capire la descrizione di eventi, sentimenti e desideri in una lettera personale.

Parlare

  • Cavartela nella maggior parte delle situazioni di viaggio: in hotel, in stazione, dal medico.
  • Partecipare a una conversazione su un tema familiare senza averla preparata.
  • Raccontare un'esperienza, un libro o un film e dire cosa ne pensi.
  • Spiegare brevemente le ragioni di una scelta o di un'opinione.

Scrivere

  • Scrivere un testo semplice e coerente su un argomento noto.
  • Scrivere un'email informale per raccontare un'esperienza o chiedere informazioni.

La grammatica che serve (più o meno)

Il QCER non fissa un elenco di regole, ma in pratica un B1 di inglese comprende:

  • presente: present simple e present continuous, e la differenza tra i due;
  • passato: past simple, past continuous e present perfect (con for, since, already, yet, ever);
  • futuro: will, going to e il present continuous per programmi già fissati;
  • condizionali di primo e secondo tipo (If it rains, I'll stay home; If I had more time, I would travel more);
  • verbi modali: can, could, must, have to, should, might;
  • comparativi e superlativi;
  • passivo semplice (The bridge was built in 1890);
  • phrasal verbs comuni: get up, look for, give up, find out.

Il vocabolario è di qualche migliaio di parole e copre lavoro, studio, salute, viaggi, tempo libero, relazioni, ambiente e attualità in modo semplice.

Come capire se hai un B1: un test veloce

Prova a rispondere sinceramente:

  1. Riesci a raccontare in inglese, per un paio di minuti, cosa hai fatto lo scorso fine settimana?
  2. Riesci a spiegare a uno sconosciuto perché ti piace (o non ti piace) la città in cui vivi?
  3. Riesci a scrivere un'email a un hotel per cambiare una prenotazione e chiedere se c'è il parcheggio?
  4. Riesci a seguire un video di YouTube su un tema che ti interessa, capendo l'idea generale, magari con i sottotitoli in inglese?
  5. Se il treno viene cancellato in un paese anglofono, riesci a chiedere informazioni e capire le alternative?

Se hai risposto sì a quasi tutte, probabilmente sei intorno al B1. Se hai qualche dubbio, un test di livello ti darà un'indicazione più precisa.

Le certificazioni che attestano un B1

Se ti serve un certificato riconosciuto, queste sono le opzioni più diffuse:

  • Cambridge B1 Preliminary (spesso chiamato ancora PET): esame specifico per il livello B1.
  • IELTS: non è un esame «a livello», ma il punteggio viene associato ai livelli del QCER; in genere un punteggio intorno a 4.0–5.0 corrisponde al B1.
  • Trinity ISE I: certificazione di livello B1 che valuta tutte e quattro le abilità.
  • Altri enti certificatori riconosciuti offrono esami equivalenti.

Prima di iscriverti, verifica sempre quale certificazione accetta l'ente che te la chiede (università, concorso o azienda): non tutte sono valide per ogni scopo.

Quanto ci vuole per arrivare al B1 partendo da zero?

Qui serve onestà: non esiste una cifra magica. Come riferimento, Cambridge English stima che servano circa 350–400 ore di studio guidato per arrivare al B1, a cui si aggiunge lo studio individuale. Ma il tempo reale dipende da:

  • quanto inglese hai già assorbito senza accorgertene (film, musica, lavoro);
  • quanto riesci a esporti alla lingua fuori dallo studio;
  • la regolarità: mezz'ora ogni giorno rende molto più di tre ore una volta a settimana;
  • quanto parli, perché l'orale è spesso la parte più difficile per gli italiani.

Molti italiani, del resto, non partono davvero da zero: dopo anni di scuola hanno basi passive (capiscono più di quanto riescano a dire). In questo caso il lavoro principale è sbloccare la produzione orale.

Gli scogli tipici degli italiani al B1

  • Il present perfect: tendiamo a usarlo come il passato prossimo (I have seen him yesterday invece di I saw him yesterday).
  • La pronuncia delle vocali: ship e sheep, full e fool per noi suonano uguali.
  • La -s della terza persona: she work invece di she works.
  • Le preposizioni: depend from invece di depend on, married with invece di married to.
  • La paura di sbagliare: al B1 sbagliare è normale. Chi parla di più, migliora più in fretta.

Come prepararti

Mescola le quattro abilità ogni settimana: ascolta qualcosa ogni giorno, leggi testi brevi, scrivi due righe su quello che hai fatto, parla ad alta voce anche da solo. Un'app può aiutarti a mantenere il ritmo quotidiano: in Parlumi il corso d'inglese è diviso per livelli dall'A1 al C2, e alla fine del B1 trovi un esame che ti dice se hai consolidato quello che serve per passare al livello successivo.

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