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Quale lingua scegliere

Qual è la lingua più facile da imparare per un italiano?

«Qual è la lingua più facile da imparare?» La risposta onesta è: dipende da chi la impara. Una lingua è facile o difficile rispetto alla tua. E per chi parla italiano, la situazione è particolarmente favorevole: siamo al centro della famiglia delle lingue romanze, quindi diverse lingue europee ci risultano vicinissime.

Prendiamo le otto lingue che un italiano può studiare con Parlumi (spagnolo, portoghese, catalano, francese, inglese, tedesco, olandese e svedese) e vediamo quali sono più accessibili, e perché.

Cosa rende una lingua «facile»

Prima di fare classifiche, conviene chiarire i criteri:

  • Vocabolario: quante parole riconosci senza averle studiate.
  • Pronuncia: quanti suoni nuovi devi imparare e quanto la scrittura corrisponde alla pronuncia.
  • Grammatica: quanto la struttura delle frasi assomiglia all'italiano.
  • Esposizione: quanto ti capita di sentire la lingua nella vita quotidiana.

Una lingua può essere facile su un fronte e difficile su un altro. L'inglese, per esempio, ha una grammatica di base semplice ma una pronuncia imprevedibile.

1. Spagnolo: il più vicino

Per la maggior parte degli italiani lo spagnolo è la lingua più facile da cominciare.

  • Vocabolario: una grandissima parte delle parole è simile o riconoscibile (libro, casa, familia, ciudad, problema, escuela).
  • Pronuncia: le vocali sono quasi le stesse e si scrive più o meno come si legge. I suoni nuovi sono pochi: la jota (j), la z e la c davanti a e/i in gran parte della Spagna.
  • Grammatica: tempi verbali, articoli, generi e struttura della frase sono molto vicini ai nostri.

Le difficoltà vere arrivano dopo: ser ed estar, il congiuntivo (che però noi conosciamo bene), le preposizioni por e para e soprattutto i falsi amici. Il rischio maggiore è adagiarsi e parlare un «itañolo» comprensibile ma pieno di errori.

2. Portoghese: vicino sulla carta, più difficile all'orecchio

Il portoghese, nella sua variante brasiliana, è vicinissimo all'italiano per lessico e grammatica. Leggere un testo semplice è spesso possibile già all'inizio.

La parte più impegnativa è l'ascolto: vocali nasali (pão, mãe), vocali ridotte e un ritmo diverso rendono la comprensione orale più difficile di quanto faccia pensare la scrittura. Molti italiani trovano il portoghese brasiliano, con le sue vocali più aperte, più facile da capire di quello europeo.

3. Catalano: una sorpresa

Il catalano è spesso sottovalutato, ma per un italiano è sorprendentemente accessibile. Alcune parole sono addirittura più vicine all'italiano che allo spagnolo: finestra (finestra), formatge (formaggio), menjar (mangiare), parlar (parlare).

La pronuncia ha qualche suono nuovo, come le vocali neutre, e l'ortografia ha alcune regole proprie, ma nel complesso è una lingua molto amichevole per chi parla italiano.

4. Francese: facile da leggere, difficile da pronunciare

Con il francese il vocabolario è un grande alleato: tantissime parole sono riconoscibili per iscritto. La grammatica, poi, è vicina alla nostra (perfino il passé composé con être e avoir ricorda il passato prossimo).

Il problema è il divario tra scrittura e pronuncia: lettere che non si leggono, vocali nasali, la u e la eu, la r. Molti italiani capiscono un testo francese scritto molto prima di riuscire a seguire una conversazione.

5. Inglese: semplice all'inizio, insidioso poi

L'inglese è un caso particolare. Da un lato la grammatica di base è semplice (niente generi, coniugazioni minime), ed è la lingua a cui siamo più esposti: film, canzoni, lavoro, internet. Dall'altro:

  • la pronuncia è imprevedibile (though, through, tough);
  • i tempi verbali funzionano diversamente dai nostri (present perfect, forme continue);
  • ci sono moltissimi phrasal verbs e modi di dire.

Il vocabolario di origine latina aiuta soprattutto nei registri formali (to demonstrate, to construct), mentre la lingua di tutti i giorni è più germanica (to show, to build).

6. Olandese, tedesco e svedese: più lontani, ma non impossibili

Le tre lingue germaniche richiedono più tempo all'inizio, perché il vocabolario è meno trasparente per chi parla italiano. Se però sai già l'inglese, il quadro cambia molto.

  • Olandese: molto vicino all'inglese nel lessico, con una grammatica senza casi. La pronuncia (la g aspirata, alcune vocali) è la sfida principale.
  • Svedese: grammatica sorprendentemente semplice (i verbi non cambiano con la persona) e molte parole affini all'inglese. Le difficoltà sono la melodia e alcuni suoni.
  • Tedesco: il più impegnativo dei tre per la grammatica, con quattro casi, tre generi e il verbo spesso in fondo alla frase. In compenso la pronuncia è abbastanza regolare e si legge come si scrive.

La classifica, con tutte le cautele

Se proprio dobbiamo ordinarle per facilità iniziale, per un italiano medio sarebbe più o meno così:

  1. Spagnolo
  2. Catalano e portoghese
  3. Francese
  4. Inglese
  5. Olandese e svedese (molto più facili se sai l'inglese)
  6. Tedesco

Ma attenzione: questa è una classifica sulla partenza. Arrivare a un livello avanzato in qualsiasi lingua richiede tempo, e le lingue «facili» nascondono insidie proprio perché le sottovalutiamo.

Il fattore più importante: la motivazione

Alla fine, la lingua più facile è quella che hai voglia di imparare. Se ti trasferisci in Germania, il tedesco sarà più facile di qualsiasi altra lingua, semplicemente perché lo sentirai ovunque e ne avrai bisogno. Se ami la musica brasiliana, il portoghese avrà un vantaggio che nessuna classifica può misurare.

Il consiglio pratico è scegliere in base a cosa vuoi farne, e poi essere costante. In Parlumi puoi provare più corsi, tutti con spiegazioni scritte in italiano, e capire con quale ti trovi meglio prima di decidere.

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